Il Santuario Mariano di Máriapócs

Theotokos di Pócs

Della storia del piccolo villaggio in Ungheria orientale, Máriapócs, non si sa molto. Il suo nome in forma “Polch”, “Pauch”, “Poch” e “Powch” viene menzionato in diplomi e lettere di donazione e partire dell’anno 1280. Però, il villagio divenne famoso soltanto alla fine del XVII. secolo, nel 1696, a causa del miracolo della lacrimazione dell’icona della Madonna.

In quel tempo la comunità cattolica di rito bizantino di pócs ebbe a disposizione per le funzioni religiose una piccola chiesetta, costruita di legno (costruzione tipica per l’epoca e per la regione). Nel 1675 il parroco di allora, Dániel Papp, ebbe l’intenzione di restaurare la vecchia iconostasi della chiesetta.

Nello stesso tempo un membro della comunità, László Csigri, volle far dipingerge un’icona della Madonna e donarla alla chiesa, come atto di ringraziamento verso la Vergine per il suo ritorno dalla prigionia turca. Il pittore, István Papp, fratello del parroco, pretese 6 fiorini d’oro per l’icona. I genitori del donatore, però, non furono in grado di poter pagare la somma pretesa. Per questo motivo l’icona venne venduta a Lőrinc Hurta, sindaco del villaggio, il quale la donò alla chiesa.

L’icona come opera d’arte non è di gran valore. Essa fu dipinta su una tavola di legno d’acero, la misura della quale fu 70x50 cm. il pittore osservò le regole dell’iconografia. L’icona appartiene alle cosiddette icone di tipo “hodigitria” (“colei che indica la via”). Maria tiene il bambino in mano sinistra e con la mano destra lo indica. Accanto ai capi che sono circondati d’aureola, si leggono le lettere greche “MP-OY” e “IC-XC”, cioè “Madre di Dio” e “Gesù Cristo”. Maria è vestita di porpora, il bambino con la sua destra impartisce la benedizione e nella sinistra tiene un fiore, simile al giglio. La croce attacata al collo del bambino è un’eccezione nell’iconografia. Sulla parte superiore dell’icona si vedono degli angeli.

Dopo la seconda guerra mondiale, l’icona fu restaurata. Durante i lavori di restauro apparve l’iscrizione seguente: “Io, servo di Dio, feci dipingere quest’icona in remissione dei miei peccati”. Si è costato anche che la tavola dell’icona è una preziosa icona bizantina, la quale nell’epoca barocca venne ridipinta da István Papp.

Il 4 novembre 1696, durante la Santa Messa, un contadino si accorse che dagli occhi della Madonna scorsero delle lacrime ed il volto divenne triste. A partire da quel giorno la gente comincio fluire verso la chiesetta: contadini, nobili, soldati ed ufficiali dell’esercito imperiale, funzionari del comitato. Il parroco cattolico di Kálló elevò il bambino moribondo di un ufficiale all’icona, il quale, dopo averla toccata, riacquistò immediatamente la salute. Dal 4 novembre al 8 dicembre piangeva l’icona quasi senza interruzione. Nella chiesa si presentò anche il generale Corbelli, comandante dell’esercito imperiale in Ungheria orientale. Egli, in compagnia di altre persone, tra le quali furono anche non cattoliche, esaminò accuratamente l’icona. Un’indagine ecclesiale fu immediatamente ordinata e svolta. I protocolli dell’indagine dimostrano il fatto del miracolo. I protocolli originali furono custoditi nel Duomo di Santo Stefano di Vienna, oggi si trovano nella Biblioteca dell’Università di Budapest.

Il 1 marzo 1697, all’ordine dell’imperatore Leopoldo I. e della consorte Eleonora, l’icona fu trasferita a Vienna ed esposta nel Duomo di Santo Stefano, dove si trova anche oggi.

Dell’icona miracolosa vennero fatte molte copie. Nelle chiese di Ungheria, di Austria, di Germania e della Svizzera si trovano numerose riproduzioni dell’icona di Máriapócs. Al posto dell’icona trasferita a Vienna fu esposta una copia (dono del vescovo di Eger) anche a Máriapócs. La nuova icona, però, venne riconosciuta dai fedeli soltanto nel 1715, quando il 1,2 e 5 agosto apparvero delle lacrime negli occhi anche di quest’icona.
Dopo quest’evento l’autorità ecclesiale concedette la venerazione della seconda icona.

Nel dicembre 1905 pianse l’icona per la terza volta, quasi per un intero mese. Il fatto inconfutabile del miracolo venne costatato da comissioni ecclesiali e statali.

Dopo il primo miracolo Pócs divenne meta di pellegrinaggio. I pellegrini cominciarono a fluire in massa verso Pócs per vedere l’icona miracolosa della Madonna. La chiesetta di legno si dimostro troppo piccola per accogliere il gran numero dei pellegrini, perciò s’impose la necessità di costruire una nuova chiesa.

Nel 1701 Mátyás Mészáros ricevette dall’imperatore il permesso di far colletta in tutto l’impero per promuovere i lavori di costruzione. Dopo la gran vittoria sui turchi presso Zenta (1697), l’imperatore Leopoldo I. il quale era convinto di aver avuto l’aiuto della Madonna in questa battaglia importantissima, fece suo il progetto. Il. permesso di costruzione della nuova chiesa e l’approvazione per lo stabilimento dell’Ordine di San Basilio a Máriapócs li concedette l’imperatore Carlo VI.

Nel 1749 fu posta la pietra fondamentale e nel 1756 stette la chiesa. Le due torri, però, vennero edificate soltanto 100 anni dopo, nel 1856. L’iconostasi della chiesa e del XVIII secolo (in stile barocco), ma le icone furono sostituite nel 1896. Per il 250-esimo anniversario del primo miracolo, nel 1946 la chiesa venne interamente rinnovata: gli affreschi e l’altare dell’icona sono di quel tempo. Il titolo della chiesa è “Basilica minor” che le fu concesso dal papa Pio XII il 8 settembre 1946.

Un evento di grande importanza nella storia di Máriapócs fu la visita di Giovanni Paolo II. Santo padre, alla presenza di centinaia di migliaia di pellegrini, provenienti non soltanto dall’Ungheria, ma anche dall’Ucraina, Slovacchia e Rumenia, celebro la Santa Liturgia in rito bizantino.

Máriapócs, quindi, e un vero e proprio santuario internazionale: qui s’incontrano ucraini, ruteni, romeni, slovacchi, polacchi, ungheresi.